Ieri ultimo giorno di lavoro per due Vigili del fuoco, il commosso saluto del Corpo

In pensione Giuseppe Cavallino e Andrea Maggioni. Il Comando: «I colleghi resteranno Vigili del Fuoco con il cuore e non più per operatività»

Ecco come, sulla pagina Facebook del corpo, vengono raccontati i due neopensionati.

Giuseppe Cavallino diventa un Vigile del Fuoco nel 1996 e nel 1998 partecipa al corso per diventare specialista nautico di macchina. Ma come spesso capita, non sono solo le competenze tecniche, indubbie, che qualificano la persona.
Giuseppe occupa il ruolo di Capo Turno, e lo fa sempre senza uscire mai dalle righe nella qualità dei toni e dei modi. È collega e amico. Ha un sorriso aperto, come le foto che condividiamo possono attestare, che induce sempre alla qualità dei rapporti. Inutile dire che i colleghi hanno espressamente manifestato che il suo pensionamento sarà una mancanza non facile da colmare.
Andrea Maggioni diventa un Vigile del Fuoco permanente nel 1985. E in 38 anni si possono fare tante cose importanti, e Andrea le fa.
E non è solo lo spirito, l’abnegazione in tutti gli interventi dove il “muso buono” non gli manca.
Andrea è un pioniere, è uno dei primi ardimentosi, a livello nazionale per i Vigili del Fuoco, che si inventa la figura degli aerosoccorritori, coloro che si calano dall’elicottero per soccorrere chi è in pericolo in zone impervie. Svolge questa attività per decenni non mancando di continuare l’attività operativa di tutti i Vigili del Fuoco.
Solo in questi ultimi anni Andrea ha saputo dimostrare anche le capacità di competenza, equilibrio e umanità necessari per svolgere il delicato ruolo di Capo Servizio e lo fa al meglio.
Lo farà al meglio anche stasera, montando alle 20 e, come una novella Cenerentola, concludere la sua storia professionale a mezzanotte.
Di Andrea condividiamo due foto, con colleghi, scattate in momenti distanti tra loro e, di quanto accaduto tra questi momenti, come si dice a Genova, “ghe saieiva da scriveghe in libbro” (ci sarebbe da scrivere un libro).
Aspettiamo la prima edizione.






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